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E3 2018: un’altra edizione da ricordare.

Ancora una volta Los Angeles ha ospitato, per il secondo anno consecutivo aperto al pubblico, il più importante evento internazionale sui videogiochi e sui nuovi prodotti tecnologici ad essi correlati. I partecipanti sono stati, secondo i dati ufficiali, ben 69.200provenienti da tutto il mondo (da non sottovalutare il costo del badge non per niente indifferente), mentre gli espositori presenti sono stati ben 200, di cui 80 per la prima volta. Non sono mancate per l’occasione le celebrità sia dello spettacolo che quelle dell’industria videoludica che hanno dato un tocco hollywoodiano all’intera rassegna; mi riferisco a Elijah Wood, a Lindsay Wagner, a Darren Aronofsky, a Jordan Charles Vogt-Roberts per citare i più noti tra gli attori e i registi e a Neil Druckmann, a Cory Barlog, a Shigeru Miyamoto a Hideo Kojima tra i vip degli autori o dei direttori creativi.

Anche i media sono arrivati con una buona e nutrita rappresentanza: da Facebook, Google, Hulu che hanno colto l’opportunità per entrare in questo settore ritenendolo di importanza strategica per il loro sviluppo, alle testate giornalistiche, televisive ed inviati di siti web specializzati sia nazionali che esteri. Un occhio di riguardo non è mancato decisamente al fenomeno degli eSports, che ha attirato l’attenzione, fra l’altro, anche del quotidiano sportivo italiano La Gazzetta dello Sport con una sua partecipazione per registrare una rassegna, e non solo, dei tornei che si sono tenuti durante la tre giorni losangeliana.

L’ampia superficie della kermesse ha poi ospitato oltre ai big (PlayStation, CD PROJEKT RED, Techland, SEGA/ATLUS, Nintendo, Ubisoft, Bethesda, Square-Enix, Activision, BANDAI NAMCO e Capcom), alcune altre piccole software house, ma non per questo meno accattivanti e promettenti come Frogwares Game e il Beijing Campus Star Technologies Co., Ltd. che avranno decisamente modo di stupirci nel prossimo futuro.

In merito ai giochi, infine, quelli che hanno suscitato il plauso generale, e il mio in particolare,attestato dal numeroso pubblico alle console, sono stati (l’elenco è puramente casuale) AnthemThe Last of Us Part IIGhost of TsushimaDeath StrandingKingdom Hearts IIIMarvel’s Spider-ManResident Evil 2 RemakeCyberpunk 2077Dying Light 2Tom Clancy’s The Division 2Beyond Good & Evil 2Assassin’s Creed OdysseyFallout 76Rage 2.

Nel complesso una E3 sicuramente di grande prestigio e di notevole qualità, ma che non si può sottrarre comunque da una precisa osservazione e che riguarda l’organizzazione di un particolare momento della manifestazione. Infatti essa pur presentando aspetti molto positivi sulla sicurezza, sull’informazione in generale e sui rapporti tra i media e le diverse case produttrici, è mancata però nella gestione delle interminabili e faticose code da sopportare (dalle 2 alle 3 ore di attesa quando andava bene!) che si creavano per provare i titoli a disposizione e nel contempo mi sento di rivolgere una raccomandazione ad alcune società, quella di permettere una maggiore flessibilità sulle prenotazioni. Per ovviare a questi inconvenienti sarebbe molto più utile tornare ai canoni delle precedenti edizioni, cioè lasciare l’E3 aperta solo ai media e all’industria.

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