Jordan Vogt-Roberts ci aggiorna sullo stato dei lavori sul film di Metal Gear

Capita a volte che un videogioco diventi il soggetto per un film, basti pensare per esempio ad Assassin’s Creed e al recente reboot di Tomb Raider, ma i giudizi poi ottenuti in termini di critica e di pubblico sovente non rispecchiano le aspettative di partenza. Ora è il turno di Metal Gear Solid, un successo indiscusso da sempre, la cui regia è stata realizzata da Jordan Vogt-Roberts, noto per il recente Kong: Skull Island, sotto la costante supervisione dell’amico Hideo Kojima.

Questa collaborazione lascia ben sperare conoscendo l’attenzione e la cura quasi “maniacale” con cui solitamente lavora il primo, soprattutto in questo specifico caso, nel voler, come da sua consuetudine, realizzare un’opera la più fedele possibile alla saga. La sceneggiatura, terminata in questi ultimi giorni, è invece firmata da Derek Connolly che ha già lavorato per l’episodio di Star Wars, di prossima uscita, e di Jurassic World. L’impegno, che è stato preso, è stato quello di considerare non un singolo capitolo, ma raccontare la vicenda nel suo insieme, partendo dalle origini fino ai giorni nostri.

A testimonianza di ciò, in occasione dei trentuno anni della nascita di Metal Gear, sono stati rilasciati, sia per motivi promozionali, sia per attirare l’attenzione dei fan, alcuni esclusivi concept art che lasciano intravedere alcuni momenti salienti del film. Anche se il gioco rientra nella categoria action-adventure fortemente incentrato sullo stealth, non manca di quella componente soprannaturale e di quella ricchezza di bizzarrie, tanto caratteristiche dell’estro del game designer giapponese. Ciò, a quanto si dice, verrà riproposto nella trasposizione cinematografica proprio in virtù di una volontà precisa di non snaturare oltre misura la natura narrativa.

La sfida film-gioco non è mai stata facile perché è sempre mancata, in effetti, una genuina capacità di portare sul grande schermo quell’appeal che solo un videogioco è in grado di suscitare. Per questo motivo che, molto spesso, i personaggi e le loro storie risultano assai poco attraenti e convincenti rispetto alle loro controparti videoludiche. Qui, però, le premesse sembrano esserci, visto il team in questione che ci lavora, per una riuscita quantomeno di buon livello.

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