La Leggenda di Spyro - L'Angolo del Retro Gaming

La Leggenda di Spyro – L’Angolo del Retro Gaming

Il mondo dei videogiochi, si sa, e’ sempre stato capace di rinnovarsi, di trovare nuove forme di intrattenere i giocatori, nuove storie da raccontare e nuovi modi per farlo. Ma senza perdere l’entusiasmo di guardare il futuro, e’ anche affascinante guardarsi indietro e scoprire come negli anni i videogiochi si siano trasformati. Con questo scopo nasce L’Angolo del Retrogaming, una rubrica in uscita a cadenza settimanale, che trattera’ di videogames ripercorrendo le tappe fondamentali di saghe importanti o console rivoluzionarie, che hanno caratterizzato la storia dei videogiochi. 

Ad aprire questa rubrica e’ uno dei personaggi icona della prima generazione di Playstation, una console che ebbe un successo schiacciante sulla concorrenza, che alla fine degli anni 90’ riusci’ a piazzare 40 milioni di unita’ in tutto il mondo. Stiamo parlando di Spyro, il personaggio nato dalle menti di Insomniac Games, la software house che lavoro’ ai primi titoli della saga, che resero le avventure del draghetto un indiscusso successo.

Chi come me ha vissuto l’era Playstation, e la sua estrema diffusione, difficilmente non avra’ giocato Spyro. Era uno di quei titoli che quasi tutti avevano nella propria collezione.

Spyro e’ diventato un classico della prima console di casa Sony, cosi’ come Crash Bandicoot, sviluppato da Naughty Dog, tanto che i due personaggi sono diventati protagonisti di un titolo crossover uscito su GBA.

Spyro the Dragon e’ il primo titolo della saga, uscito in esclusiva su Playstation nel 1998. In questo gioco vediamo Spyro alle prese con il suo primo nemico, Nasty Gnorc, un orco che ha trasformato tutti i draghi del villaggio in pezzi di cristallo. Sara’ quindi Spyro a dover salvare tutti i draghi, accompagnato dal suo fedele amico Sparx la libellula.

Spyro the Dragon e’ frutto dell’esperienza che Insomniac Games ha maturato con Distruptor, il primo videogioco realizzato dalla software house, uno sparatutto pubblicato alla fine del 1996. Il primo gioco dedicato a Spyro introduce alcune innovazioni dal punto di vista tecnico: ad esempio e’ stato uno dei primi titoli per PsX ad avere un motore di gioco che caricava gli elementi in lontananza, aggiungendo sempre piu’ dettagli a mano a mano che il personaggio di Spyro si avvicinava agli stessi. Questo permise di dare al giocatore l’idea di trovarsi in un mondo vasto (ricordiamoci che siamo nel 1998) senza quella sensazione di “percorso obbligato” tipica dei platform dell’epoca.

Il design di Spyro inizialmente doveva essere differente. Il draghetto ad esempio sarebbe dovuto essere verde, ma gli sviluppatori hanno pensato di cambiarne il colore in viola, per distinguere il protagonista dallo sfondo verde dei prati, presenti in molti livelli.

Per quanto riguarda il gameplay il gioco vedeva Spyro attraversare diversi livelli 3D raccogliendo gemme ed eliminando i vari nemici con una fiammata o un colpo di corna. Ad indicare il livello di salute era la libellula Sparx, che cambiava colore ogni volta che Spyro veniva colpito dai nemici. 

Spyro the Dragon fu un titolo di successo, accolto calorosamente dal pubblico, tanto che spinse Insomniac Games a produrre altri due capitoli, che completano quella che e’ considerata la trilogia classica. A questa va attribuito l’affermarsi di Spyro all’interno delle icone dei videogames, perche’ da qui in poi il destino del piccolo drago divenne altalenante, tra grandi flop e scelte di design discutibili.

Dopo Spyro: Year of the Dragon, uscito nel 2000 ancora in esclusiva Playstation, la saga di Insomniac Games venne acquisita da Universal Interactive Studio, che produsse e sviluppo’ Spyro: Enter the Dragonfly, una sorta di quarto titolo della storia classica, che proseguiva le vicende lasciate in sospeso da Year of the Dragon. Purtroppo il gioco fu molto criticato. Pare infatti che Universal Interactive Studio volesse a tutti i costi far uscire il titolo entro la fine del 2002,  mettendo pressione al team perche’ terminasse in tempo lo sviluppo del gioco. Questo porto’ alla release di un titolo pieno di bug, caricamenti lenti ed un sistema di controllo non ottimizzato che rendeva frustrante l’esperienza di gioco. 

La Universal ci riprovo’ due anni dopo con A Hero’s Tail, seguito di Enter the Dragonfly, ma non riusci’ a risollevare le sorti del brand.

A prendersi cura di Spyro ci penso’ Sierra Entertainment, che prese in mano la situazione e produsse una nuova trilogia di Spyro, un reboot della saga.

Nel 2006 esce cosi’ The Legend of Spyro: A New Beginning, titolo multipiattaforma, che rivoluzionava il gioco sotto diversi punti di vista: innanzitutto venne sviluppato per la seconda generazione di console (Ps2, Gamecube,ecc) quindi dal punto di vista grafico ci fu un notevole miglioramento, ma soprattutto venne riscritta la storia di Spyro e delle sue origini, dando alla trama un’atmosfera piu’ cupa rispetto a quella spensierata ed a tratti comica dell’originale. Vengono cosi’ sviluppati altri due titoli, che concludono questa trilogia reboot. Da un punto di vista commerciale questa nuova trilogia non fu un flop, ma sicuramente non ebbe l’impatto sperato sui giocatori; non riusci’ infatti nell’intento di assestarsi nei cuori delle nuove generazioni. Per quanto i titoli fossero molto curati, vennero criticati per una certa ripetitività ed un livello di difficolta’ non particolarmente elevato.

Inizia quindi una terza fase per Spyro, quando Activision acquista il brand e lo inserisce nell’universo di Skylanders. Nel 2011 esce Skylanders: Spyro’s adventure, titolo multipiattaforma che permette ai giocatori di calarsi nei panni di Spyro e di altri personaggi della serie. Il design del protagonista viene rivoluzionato: la pelle risulta’ piu’ squamosa e di colore piu’ scuro. Il suo corpo e’ piu’ tozzo e dall’aspetto piu’ aggressivo, con lunghe corna e tante scaglie appuntite sul corpo, che lo rendono piu’ minaccioso e meno fiabesco, come era quello originale. 

In effetti a mettere i due Spyro i confronto, sembrano quasi due personaggi diversi (soprattutto se si considera quello utilizzato da Activision nella serie animata basata sui giochi di Skylanders).

Insomniac Games, i creatori del gioco, non riuscirono piu’ a riprendere in mano le redini del progetto, ed e’ chiaro che tutti gli sviluppatori che nel corso degli anni si approcciarono alla realizzazzione di titoli dedicati alla saga di Spyro lo fecero a modo proprio, sicuramente con le migliori intenzioni, ma spesso mancando il bersaglio, spogliando sempre piu’ l’identita’ di quello Spyro che il mondo aveva conosciuto nel lontano 1998.

Sara’ molto interessante capire cosa succedera’ dopo l’uscita di Spyro: Ignited Edition, il remake della trilogia classica uscita su PsX. E’ possibile che il brand ritrovi nuova linfa, anche incoraggiato dal successo della remastered del compagno Bandicoot? O vedremo nuovi titoli successivi alle remastered che continuino ed espandino questi universi?

Staremo a vedere. In realta’ qui nell’Angolo del Retrogaming ci concentreremo su cio’ che e’ stato, non su cio’ che sara’. Come detto in apertura, quello dei videogiochi e’ un mondo in continuo divenire, in perenne espansione ed evoluzione. Non ci resta che stare a guardare, e rimanere informati, perche’ no, su vg4t.it .

Appuntamento a Venerdi’ prossimo con il prossimo episodio de L’Angolo del RetroGaming.

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