Call of Duty: Black Ops 4 Blackout, le nostre impressioni

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Annunciata lo scorso 18 maggio, nel Jet Center di Los Angeles da David Vonderhaar, il game designer director di Treyarch, è stato accolto non troppo positivamente dalla community di Call of Duty. Il motivo era dovuto dalla preoccupazione degli utenti riguardo Call of Duty Blackout, una versione di Battle Royale che possa essere molto simile alla versione di PUBG. Il fenomeno delle Battle Royale si sta diffondendo sempre di più e visto il grande successo di questa modalità, sempre più case di sviluppo scelgono di includerla e di creare una propria versione.

L’approccio di Treyarch non punta a stravolgere la modalità, ma adotta le caratteristiche su cui si basa il marchio Call of Duty, mettendo a disposizione la mappa più grande mai creata della saga. Blackout è anche una modalità che celebra la storia di Call of Duty, inserendo aree della mappa, personaggi, armi, specialità viste nei precedenti titoli e amate dalla community.

All’intero c’è anche tutta l’anima di Treyarch, inserendo quello che è diventato l’emblema di questa casa sviluppatrice, gli Zombie. Infatti durante lo svolgimento di una normale partita da 88 giocatori potrete imbattervi nei non morti! Un raggio di luce segna la posizione degli zombie che cercheranno in tutti i modi di ostacolarvi nel prendere le mistery box. Sarà possibile visitare la storica Asylum nel quale potrete mettere le mani sulle armi iconiche della modalità Zombie, le bombe scimmie o la Zweihander.

La padronanza è la chiave

La base del Battle Royale rimane invariata, lo scopo è di sopravvivere e rimanere l’ultimo in vita. Appena si entra in partita, ci sarà una sala di attesa, nel quale bisognarà aspettare l’inizio del game. Potrete visitare la mappa e scoprire nuovi luoghi sconosciuti e raccogliere gli oggetti e armi per provarle e vedere il corretto funzionamento. Una volta iniziato il game verrete catapultati in un’elicottero nel quale potrete scegliere la zona dove atterrare, planando e con una buon movimento per scendere con precisione nell’area designata da voi. Una volta atterrati l’obbiettivo iniziale è di armarvi e di prendere le forme di equipaggio migliori, come munizioni, zaini, gadget e kit di soccorso.

Le strategie sono varie, e ognuno ha il suo modo di giocare. Potete scegliere di lanciarvi nella maschia, nei luoghi più affollati con una corsa contro il tempo a chi riesce prima a trovare un’arma per eliminare gli altri giocatori. Oppure potete scegliere una strategia più tranquilla, lanciarvi nei posti periferici rispetto alla direzione dell’elicottero, che di solito sono i più tranquilli, e armarvi a dovere per poi fronteggiare per bene gli avversari.

A differenza del Battle Royale di Fortnite, non ci sarà un’indicatore che vi segnalerà la rarità degli oggetti. In Blackout dovrete conoscere ogni arma e padroneggiarla a dovere per poi scegliere quella più adatta al vostro stile di gioco. Il gioco in se è molto realistico, quindi dovrete scegliere con cura anche gli accessori da inserire nella propria arma e nelle prime fasi di gioco sarà difficile conoscere ogni sua peculiarità.

Un altro aspetto differente dalla Battle Royale di Fortnite è l’assenza della visuale in terza persona. Infatti bisognerà giocare con la visuale in prima persona, e quindi con un raggio di visione meno ampio ma che vi darà la possibilità di studiare meglio l’arma che si sta maneggiando. Questa scelta può essere accettata o meno dalla community, noi la preferiamo anche se la possibilità di scegliere playlist differenti in prima e in terza persona accontenterebbero tutto i giocatori.

Quando vi interfaccerete in questa modalità, dovrete sopravvivere improvvisando, ma dopo qualche ora di gioco e aver capito le meccaniche, diventa un’ottima modalità nel quale confrontarvi e divertirvi, soprattutto quando si gioca con amici in duo o in squadre da 4 giocatori.

La mappa risulta molto ampia, per questo motivo potrete trovare dei mezzi per spostarvi. Nonostante questo, le aree con più affluenza diventano vere scene di guerra, dove domina lo scontro ravvicinato. Ci sono anche playlist dedicate, come “Contatto Frenetico” nella quale il gioco diventa più frenetico, grazie all’unica presenza di mitragliette, fucili a canna liscia e pistole.

Un’altro tassello molto importante di questa modalità e che si vede in ogni Call of Duty è la percezione dei passi del nemico, a meno che non utilizzi la specialità “Silenzio di Tomba”. Anche gli spari avversari possono darti una visione di quello che ti circonda, e di stabilire dove sono i nemici, ma anche vetri che si rompono o il rumore dei mezzi in movimento. Quindi l’ascolto può veramente cambiare le sorti di una battaglia.

In conclusione Call of Duty Blakout si è dimostrata una modalità divertente da giocare. Ovviamente essendo una Beta risultano problemi di fluidità e ci sono alcuni bug da risolvere. La grafica a causa della grande mole di giocatori nella stessa mappa e dell’ampiezza di quest’ultima, risulta spoglia. Speriamo che con i feedback raccolti da Treyarch in questi giorni possano migliorare, stabilizzare e bilanciare il gioco. Al momento gli unici elementi distintivi rispetto alla modalità vista in altri videogiochi, sono le aree iconiche esplorabili, che richiamano mappe dei precedenti Call of Duty, la presenza degli zombie e le specialità consumabili.

Per finire ricordiamo che Call of Duty Black Ops 4 uscirà il 12 ottobre su PC, PS4 e Xbox One. Cosa ne pensate? Comprerete questo videogioco?

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