Detroit
Detroit: Become Human

Detroit: Become Human – Recensione

la recensione del nuovo titolo di Quantic Dream

Release Date
25 maggio 2018
Piattaforma
PS4
Our Score
8.8

Dopo il successo di Heavy Rain (2010) e il mezzo flop di Beyond: Two Souls (2013), i ragazzi di Quantic Dream rilasciano una nuova esclusiva per i possessori di Playstation 4, Detroit: Become Human.

Detroit, come le opere realizzate in precedenza dalla casa videoludica francese, è fortemente incentrato sulle vicende narrative dei personaggi che andremo a controllare. Elemento portante del gioco, caratteristica presente anche negli altri giochi sopra citati, è la possibilità di poter creare una nostra storia, ovvero poter cambiare la trama a nostro piacimento in base alle scelte che prenderemo durante il gioco.

CONTESTO

Ci troviamo a Detroit, nel 2038. L’intera società, statunitense e non solo, è totalmente dominata dalla tecnologia.

Una nota azienda, la Cyberlife, è riuscita a produrre e a commercializzare su vasta scala degli androidi, con perfette sembianze umane, i quali vengono utilizzati da parte dell’uomo per svariate attività quotidiane; fare la spesa, svolgere attività domestiche, fino ad arrivare a sostituire l’uomo anche sul piano lavorativo.
Dunque si nota fin da subito l’aria di tensione che si respira all’interno della società.

TRAMA

Il gioco ci permetterà di assumere i panni di tre diversi androidi contemporaneamente: Connor, Kara e Marcus.
Connor, modello RK800, è un androide poliziotto, ultimo prototipo della Cyberlife e tecnologicamente il più avanzato, che viene sfruttato all’occorrenza da parte della polizia per la risoluzione di casi irrisolti.
Kara, modello AX400, è una tipologia di androide addetta alle faccende domestiche.
Mentre Marcus, modello RK200, è un androide al servizio di un ricco artista disabile.
I tre personaggi si troveranno a vivere tre storie differenti, le quali verranno narrate e saranno fortemente influenzate da come decideremo di proseguire.
Connor avrà il compito di affiancare il detective Hank Anderson per la risoluzione di diversi casi irrisolti riguardanti altri androidi, che presentano un malfunzionamento, non ben noto alla Cyberlife.
Kara si troverà a vivere una difficile situazione creatasi all’interno del nucleo familiare in cui vive.
Mentre Marcus è l’unico a non sapere chi sia davvero e quale sia il suo compito, infatti il suo cammino sarà caratterizzato da continui tormenti.
Le storie dei tre nostri protagonisti sono ben strutturate e riescono a coinvolgere appieno il videogiocatore.

GAMEPLAY

Per quanto riguarda le meccaniche di gioco, si presentano molto simili ai lavori precedenti realizzati da David Cage e dal suo team, anche se è evidente un miglioramento dei comandi sia nella complessità di esecuzione, sia nella precisione, anche grazie all’utilizzo del joypad della PS4, il quale risulta essere molto più reattivo e preciso dei “Playstation Move” della playstation 3, disponibili al lancio sia di Heavy Rain che di Beyond: Two Souls.

Detroit: Become Human è un’avventura grafica che vuole raccontare una storia profonda, e lo fa anche attraverso l’interazione con l’ambiente circostante e con i personaggi che troveremo all’interno dei diversi ambienti di gioco.

Le azioni più frenetiche sono caratterizzate da un susseguirsi di quick time event, dovendo spesso premere più tasti simultaneamente. La possibilità di muoversi liberamente all’interno degli ambienti, non offre una totale autonomia nell’esplorazione, data l’evidenza di alcuni limiti.
In questo nuovo titolo di David Cage avremo la possibilità di relazionarci con diversi personaggi secondari, che accompagneranno i nostri protagonisti nel loro viaggio e a seconda delle nostre scelte, potremo cambiare non solo i rapporti che si andranno a instaurare tra loro, ma addirittura modificare gli avvenimenti futuri della storia.

Anche l’interazione con l’ambiente circostante è molto importante, dato che ci permetterà di acquisire informazioni, sia fondamentali per il proseguo della storia, sia per ottenere informazioni aggiuntive riferite ai personaggi secondari con cui dovremo interloquire, per poter sbloccare nuovi dialoghi. Di conseguenza, prima di iniziare una conversazione, è consigliabile analizzare l’ambiente di gioco.

Altra meccanica di gioco, disponibile solo nei panni di Connor, è quella di dover analizzare delle scene del crimine, acquisire indizi e ricostruire ciò che è effettivamente accaduto.

Altra novità, rispetto ai lavori precedenti di David Cage, è la presenza di un albero delle attività, con cui possiamo interagire in qualsiasi momento per visionare le scelte che abbiamo fatto, o no, durante la nostra storia e quale percorso di scelte abbiamo intrapreso. Questa sezione ci da anche la possibilità di rigiocare i singoli capitoli e modificare le sorti dei nostri protagonisti, ma dopo solo aver completato almeno una volta il gioco.

GRAFICA

Dal punto di vista grafico non possiamo che complimentarci per il lavoro svolto da parte di Quantic Dream, i quali sono riusciti ad ottenere una delle migliori performance, dal punto di vista grafico, nel 2018.

Ovviamente ciò che spicca maggiormente del dettaglio grafico è la cura con cui sono stati realizzati i volti e le espressioni dei personaggi presenti nel gioco, anche se i personaggi centrali della storia presentano una cura maniacale, dal punto di vista estetico.
Anche gli ambienti di gioco sono ben realizzati. Ricchi di dettagli e particolarmente diversificati tra loro. Non ci troveremo mai ad interagire con lo stesso ambiente più di una volta.

COMPARTO SONORO

Anche sotto il punto di vista dell’impianto sonoro, il lavoro svolto dal team di sviluppo francese è impeccabile. Ad ogni personaggio appartiene un distinguibile “sound”.

Per Kara sono state realizzate delle musiche che tendono a coinvolgere maggiormente il giocatore dal punto di vista emotivo, fattore che si rispecchia appieno nel viaggio intrapreso dalla nostra protagonista.
Per Connor si è optato per un “sound” più elettronico, proprio per sottolineare il carattere freddo e “meccanico” del protagonista.
Mentre per Markus un sottofondo dalle note “epiche”, sia per rispecchiare il suo tormento dall’inizio alla fine del viaggio, sia per rappresentare il ruolo cruciale che ha all’interno della storia.

 

Conclusione
In conclusione, non posso che consigliarvi il titolo creato da Quantic Dream. Mi ha colpito sotto diversi punti di vista e lo si può considerare come il vero e proprio erede di Heavy Rain, riprendendone gli aspetti positivi (meccaniche di gioco, modalità di scelta, interazione con l’ambiente di gioco) e migliorandone le criticità (trama più convincente e comparto grafico strepitoso). Il gioco, però, non è esente da difetti, seppure marginali (ambienti di gioco ristretti, meccaniche di gioco basilari, alcuni risvolti della trama alquanto scontati). Quindi non posso che consigliarvi questo titolo, in esclusiva per i possessori di Playstation 4, se siete amanti delle avventure grafiche e fan delle opere interattive di Quantic Dream.
Punteggio dei lettori11 Votes8.6
Pro
Trama profonda e ben strutturata
Colonne sonore riconoscibili e adatte ad ogni situazione
Le scelte prese hanno davvero delle ripercussioni
Dettaglio grafico pazzesco. Soprattutto nella riproduzione dei visi e delle espressioni facciali
Ottima rigiocabilità
Contro
Ambienti ristretti
Risvolti della trama, a volte, scontati
Meccaniche di gioco basilari
8.8
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