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Fallout 76: considerazioni sulla sessione della B.E.T.A. appena conclusa

La prova ha saputo superare il test anche se è auspicabile interventi di miglioramento

Mercoledì 31 Ottobre ho provato, come credo tanti altri, la versione PS4 della B.E.T.A. di Fallout 76 e ciò mi ha permesso di avere un’idea precisa di cosa ci si potrà aspettare il 14 Novembre, data di uscita di questo nuovo capitolo. Per chi invece non ha potuto godere di questa possibilità, vi anticipo le mie impressioni e quanto di nuovo vi troverete.

Dopo l’accesso ai server di gioco e ad avere visto il filmato introduttivo che illustra per sommi capi i fatti che hanno preceduto le vicende che andremo ad affrontare, è indispensabile, innanzitutto, creare il proprio avatar, come da tradizione, del personaggio che dovrà confrontarsi con gli accadimenti della storia.

L’avventura ci porta così ad esplorare la regione del West Virginia rimasta esclusa dall’olocausto nucleare, ma dilaniata da un misterioso morbo che ha trasformato tutti gli abitanti in creature note come Ardenti e a ricercare il sovrintendente che ha lasciato, prima del previsto, il Vault 76 con l’intento di capire cosa stava accadendo all’esterno dello stato: il tutto raccontato attraverso documenti ed olonastri che sarà nostro compito trovare.

Essendo un gioco multiplayer, sta a noi scegliere il modo di giocarlo, cioè o da soli o in compagnia, formando, in questo caso, una squadra con al massimo quattro giocatori selezionati non necessariamente dalla nostra lista amici. Inoltre, una volta raggiunto il livello 5, si sblocca il PvP che è sì divertente, ma può essere fonte di disagio quando ci si imbatte in player che si comportano da predatori nei nostri confronti. Se si muore, purtroppo, si ha la perdita dei propri materiali e dei propri oggetti, quindi dobbiamo essere sia veloci nel reclamarli sia accorti nel depositarli di volta in volta nei bauli. È presente anche una chat vocale di prossimità che si attiva soltanto in vicinanza di un altro giocatore, sempre che abbia, però, il microfono attivo.

Una delle novità introdotte è poi il cosiddetto C.A.M.P., una sorta di base mobile che ci consente di creare un vero e proprio insediamento, dotato di ogni servizio previa la scoperta del relativo progetto. La mappa da esplorare è grande circa quattro volte quella di Fallout 4, ricca di location, di segreti, di eventi pubblici, ai quali tutti i giocatori in zona posso parteciparvi, e di missioni giornaliere che danno spessore al contenuto. Fallout 76 è una vera e propria esperienza survival poiché dobbiamo costantemente riparare il nostro equipaggiamento, se danneggiato, curarsi, se si contraggono malattie o si è colpiti da radiazioni e preoccuparsi di mantenersi in forma attraverso l’alimentazione e il riposo.

Questa B.E.T.A. essendo anche uno stress test ha dimostrato la buona performance dei server (che ricordiamo essere dedicati), sebbene si siano registrati talvolta vistosi cali di framerate, lag e lentezza nel caricamento delle texture senza comunque inficiare la qualità complessiva del prodotto.

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