L’angolo Indie: Cuphead e simili

Sinceramente avevo qualche difficoltà a trovare un argomento per questa settimana poi, mi è capitato casualmente per le mani Cuphead a cui non giocavo da molto tempo, per cui, perchè non parlare di questo piccolo capolavoro e di altri giochi in cui la meccanica è molto simile? Quindi l’argomento di oggi sono i giochi Indie Run&gun o comunque di titoli a scorrimento laterale.

Parlando di questo genere non possiamo davvero non parlarne del suddetto Cuphead, per chi non lo conoscesse si tratta di un titolo run & gun ispirato ai cartoni americani degli anni 30 che a fine anno scorso ha fatto impazzire tutti con il suo stile, e inoltre ha appassionato anche i giocatori bisognosi di sfide grazie alla sua alta difficoltà e alle sue boss fight sempre nuove e tutte diverse tra loro. Cuphead è sicuramente un titolo dalla complessità estrema, le animazioni sono realizzate a regola d’arte e ogni personaggio è davvero ispirato a delle icone dei cartoni americani, disney e non e la cosa più sorprendente è la sua realizzazione compiuta da pochissime persone. Oltretutto il gioco , inizialmente, quando venne presentato all’E3 2014 doveva essere una semplice boss rush ma siccome ricevette un adorazione incredibile, gli sviluppatori decisero di realizzare anche dei livelli run & gun per incrementarne la durata e la giocabilità, un ottima scelta che varia il gameplay. Insomma sicuramente Cuphead non ha sicuramente niente da invidiare a titoli tripla A ed è uno dei titoli più belli usciti nel 2017 con cui ci si può ancora divertire, anche grazie ai vari segreti e alla difficoltà davvero alta. 

Per la sua difficoltà infatti ci fu tutta una polemica su quanto un gioco dovrebbe essere difficile o meno, sopratutto sui siti web americani e inoltre penso che tutti  abbiano visto il famoso ”gameplay” dove questo recensore non riusciva nemmeno a eseguire il salto con dash a inizio trailer, il che ha scatenato un enorme polemica da parte dei giocatori questa volta, di cui hanno preso parte anche tantissimi youtuber. Purtroppo adesso il giocatore deve sempre essere ”preso per mano” e portato facilmente verso la fine del gioco il che a mio parare è un idea completamente errata. Per fortuna dall’uscita di giochi come Dark Souls questa cosa sembra essere leggermente passata in secondo piano, ma ultimamente sta davvero tornando e la difficoltà sta davvero scendendo.

Ma chiudiamo questa piccola parentesi e riprendiamo il nostro discorso sui run&gun. Questo genere ovviamente nasce molto prima di Cuphead, con titoli come Contra uscito nel 1987 e pubblicato da Konami ed è sicuramente uno dei classici assoluti del genere, da cui tutti hanno ripreso qualcosa. Ma noi dobbiamo parlare di giochi indipendenti di cui in realtà non abbiamo tantissimi esempi di Indie di questo tipo, ma sicuramente ci sono molti titoli a scorrimento laterale che possiamo citare, come un classico assoluto come Super Meat Boy un titolo amato ovunque e predecessore di uno dei titoli indie più amati di sempre The Binding of Isaac di cui abbiamo già parlato ampiamente in un altro articolo. Super Meat Boy rispetto a Cuphead,  si concentra sul risolvere enigmi e schivare ogni genere di trappole, e anche in questo caso troviamo un titolo sviluppato da pochissime persone che ha raggiunto livelli di popolarità enormi. 

Un altra serie di cui non possiamo non parlare è sicuramente la serie di giochi che partono da Limbo.  Il titolo della Playdead ha davvero rivoluzionato il modo di pensare questo genere, nonostante si il genere sia leggermente diverso rispetto a Cuphead ma sicuramente vale la pena nominarlo, anche perchè ha introdotto tutto un nuovo modo di pensare i giochi a scorrimento, con la sua atmosfera cupa la possibilità di non potersi difendere dai nemici e doversi ingegnare per poter sopravvivere e sopratutto ha introdotto anche un nuovo modo per raccontare una storia semplicemente tramite immagini e situazioni che possono fare capire al giocatore il contesto di gioco.

Dopo Limbo abbiamo avuto tante tipologie diverse di questo ”genere nel genere’ come per esempio Inside, titolo sempre della Playdead di una qualità visiva incredibile, che implementa ancora di più le meccaniche viste in Limbo, dando inoltre colpi di scena finali molto potenti dal punto di vista visivo sicuramente, anche se alla fine della storia il giocatore si sentirà un leggermente spaesato,sopratutto quelli a cui non interessa approfondire la storia. Un altro titolo parecchio recente simile a questo è Little Nightmares un gioco davvero molto carino, non sviluppato dalla playdead ma ben si dai Tarsier Studios  ( creatori di The City of Metronome)  titolo non particolarmente diverso da Inside, ma cambia particolarmente mood visivo, e riesce a far rimanere il giocatore incollato allo schermo, grazie alla sua componente horror, ben studiata, e anche grazie all’effetto gore e quasi disgustoso che può dare l’ambiente e i personaggi di gioco, purtroppo però Little Nightmares pur essendo un titolo di qualità, non ha particolarmente stupito, anzi alcuni sono persino rimasti delusi anche perchè le aspettative erano molto alte e il gioco, in effetti, peccava leggermente di originalità dal punto di vista del gameplay e sopratutto per enigmi molto basici e non troppo complessi.

Vi chiederete come mai io abbia deciso di iniziare a parlare di Cuphead per poi finire parlando di titoli come Inside e Little Nightmares che essenzialmente sono titoli molto diversi, beh semplicemente perchè in realtà ci sono tante similitudini tra essi. Nonostante i generi siano quasi opposti si tratta sempre di titoli a scorrimento laterale di cui in realtà mi andava di parlare anche perchè, con l’uscita di titoli dalla grafica sempre più potente grazie ai nostri straordinari nuovi mezzi, titoli moderni di qualità e che possono creare tensione possono tranquillamente essere anche in 2d.

Come ultima cosa vi lascio un titolo in fase di sviluppo, che sembra davvero interessante, che seguirò con ansia e di cui sono sicuro, sentiremo parlare in futuro: Inmost vi lascio qui sotto il trailer e come potete vedere, l’atmosfera di questo titolo sembra davvero da brivido.

E con questo è tutto, noi ci vediamo giovedì prossimo con un nuovo articolo.

 

 

 

Altre storie
Detroit
Detroit: Become Human – Recensione