L'angolo Indie: Distraint

L’angolo Indie: Distraint

Eccoci finalmente tornati con L’angolo Indie, scusate davvero la mia assenza di settimana scorsa, ma bando alle ciance e vediamo un pò di cosa parlare oggi, sinceramente non avevo idea di cosa scrivere visto che non ho manco il tempo di accenderlo The Talos Principle, e avevo finito la lista di giochi Indie di cui avrei voluto parlare, e inoltre in questo periodo stanno uscendo cosi tanti titoli di grande spessore come Red dead Redemption, o Fallout 76 per cui diciamo che a livello indipendente e un periodo abbastanza ”di magra” a livello di uscite. Poi però mi è arrivata la notizia che Steam regalava Distraint, titolo di cui avevo sentito molto parlare ma che non ho mai avuto la possibilità di prendere in mano e inoltre so che è un titolo molto breve, per cui lo potevo giocare e parlarne con voi, e cosi è stato, per cui oggi parliamo di Distraint titolo sviluppato da Jesse Makkonen.

Iniziamo subito con il dire che questo titolo mi ha colpito in tante cose, ma dall’altro mi ha deluso in alcuni punti, ma procediamo per gradi. Nel gioco interpreteremo un uomo di nome Price molto in conflitto tra il suo essere una persona in realtà, dal cuore gentile e generosa, e il suo lavoro che è niente meno che l’agente pignoratore detta in modo tecnico, in sostanza, non importa chi tu sia, ma se Prince bussa alla tua porta, vuol dire che devi abbandonare per sempre la tua casa, e molto probabilmente, finire in mezzo alla strada. Come si può intendere da questo piccolo reassunto siamo davanti a un thriller psicologico, che ha inoltre molte componenti oniriche e horror, il nostro protagonista vedrà fantasmi, apparizioni mistiche, addirittura i suoi genitori, morti, verrano comodamente a bere il caffè in casa sua, manifestando la propria preoccupazione per il figlio, che continuando su questa strada, potrebbe perdere la sua umanità, e per i soldi, diventare un mostro. 

L'angolo Indie: Distraint

I genitori del ragazzo non hanno affatto torto, infatti lo stesso Price riesce a fare il suo lavoro a malapena e spesso si ritrova nel bel mezzo di dubbi morali, che però vengono appianati quando a lavoro svolto torna dai suoi capi che, lo rassicurano , insultando anche i malcapitati a cui è stata sottratta la casa, dandoli degli schifosi e non solo. Infine Price fa tutto questo solamente per ottenere soldi, odia la sua vita, il suo appartamento e la zona in cui vive, tutto insomma, e i suoi capi lo sanno cosi hanno deciso di darli 3 ultimi incarichi da portare a termine per poi dargli una promozione. Questo è ciò che Price ha sempre sognato, ma sarà davvero in grado di rinunciare alla sua umanità solamente per soldi? 

Non so voi, ma trovo la trama e il tema di cui tratta Distraint estremamente interessante, nonostante non sia super originale, ma da una visione tutta nuova dell’argomento ”i soldi fanno la felicità? ” inoltre lo fa in chiave Horror, cosa alquanto particolare che avrebbe potuto stonare in qualsiasi momento, e infatti a volte è così, nonostante però il gioco stupisca comunque sotto molti aspetti, vediamoli insieme. Parlando del Gameplay non si può dire nulla, un classico Puzzle game a scorrimento che non introduce chissà che novità anzi però sicuramente l’idea di ridurre lo schermo a una fascia ancora più stretta rispetto alla schermata di gioco, rende il tutto molto più interessante, e siccome parliamo sempre di pixel art, aiuta anche tanto per la questione definizione che non è da sottovalutare e grazie a questa schermata, non si perde troppa qualità e sopratutto si rendono gli oggetti tutti molto visibili. Questo sistema permette inoltre di applicare alcuni degli effetti horror in maniera più immediata, conferendo sicuramente un impatto decisamente più accattivante.

Purtroppo non è tutto oro quel che luccica infatti il titolo presenta alcune pecche non da poco. anzi. Alcuni degli enigmi presenti sono davvero poco intuitivi e spesso sono difficili da poter comprende, non a livello di meccaniche, ma più che altro a un certo punto vi verrà proprio da dire ” e ora che cavolo ci faccio con questo oggetto.” per fortuna non sarà una cosa ricorrente perchè invece altri puzzle sono davvero ben riusciti, come per esempio, in un livello, la meccanica in cui l’unico modo per passare attraverso delle porte  è quello di drogarsi con dei funghi e quindi di partire proprio con un ”trip mentale” l’ho trovata una idea davvero geniale. Troviamo tanti altri piccoli problemi qua e la, a volte con sprite poco convincente, particolari momenti che dovrebbero spaventarti vengono notati invece davvero con fatica, o addirittura a volte sono difficili da notare ci sono tante piccole cose che non vanno in questo titolo ma sono davvero poco rispetto all’enorme impatto visivo che a volte riesce a creare con colori che a volte ricordano le atmosfere anni 80 con viola fluo e colori super accesi.L'angolo Indie: Distraint

Nonostante però questi difetti il titolo è davvero qualcosa di unico, nel panorama Video ludico moderno, e la storia vi terrà sicuramente attaccati allo schermo e la voglia di vedere come il nostro Price se la caverà alla fine di tutto vi terrà incollati anche quando alcuni dei puzzle cominceranno a diventare frustanti . Insomma Distraint è piccolo ottimo titolo che vi inquetierà e non poco, e vi farà anche riflettere parecchio inoltre. Infatti è questo il vero proprio punto di forza di Distraint, l’inquietudine il titolo vi metterà davvero tanta ansia, con personaggi grotteschi, apparizioni strane, comportamenti di alcuni personaggi surreali, situazioni fuori dal comune, e come riuscirà Price a uscire sano da tutto questo? tocca a voi scoprirlo.

Bene ragazzi, anche per questa settimana è tutto io vi consiglio davvero di provare questo titolo che da poco è stato inserito anche nella libreria del playstore per sistemi android, e inoltre torneremo presto a parlare di Distraint anche perchè è uscito da poco il secondo capitolo di cui sicuramente avremmo l’occasione di trattare in articoli futuri e di cui in realtà non so davvero nulla, per cui non vedo l’ora di poterci giocare, io come sempre spero che l’articolo vi sia piaciuto e ci vediamo settimana prossima con un nuovo articolo.

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