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Explicit Content : La storia di God of War

Eccoci qui, come ogni domenica, con la rubrica “Explicit Content“. Dopo aver parlato della settima generazione di Pokémon quest’oggi volevo portarvi il mio pensiero sulla saga di God of War.

Ve lo dico subito e in maniera leggibile… QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER.

 

Il vero successo di questa serie è stato reso secondo molti dal carattere del protagonista, Kratos, il quale scopo nella vita è vendicarsi di quelle divinità greche che lo prenderanno per i “fondelli” per buona parte dei primi due titoli, riuscendoci definitamente nel terzo e ultimo capitolo della prima trilogia. Il nostro caro Kratos, spartano e amante della guerra, all’interno della prima trilogia sembra non provare un minimo di compassione ed è pilotato solamente dalla vendetta per il torto subito dalle divinità greche, che hanno un ruolo fondamentale e vi spiegherò andando nel dettaglio sui vari capitoli. Per quel che riguarda il nuovo God of War, uscito quest’anno su Playstation 4, vi lascerò un link alla fine dell’articolo, perché per quel titolo il discorso riguardante la trama e il “vendicativo” Kratos è differente. Altro importante fattore che da sempre ha portato grande successo alla serie, oltre la figura del protagonista, è la scenografia e la resa grafica a dir poco sublime per ogni titolo. Lo dico onestamente, chi prova uno di questi giochi e non ne percepisce la bellezza e la maestosità probabilmente non ha gli occhi. Aspetto che però è sempre stato alquanto sottovalutato riguarda la trama del gioco, ed è proprio di questa di cui vi vorrei parlare all’interno di questo articolo.

God of War Ascension

In ordine cronologico questo sarebbe il primo capitolo, in pratica un “prequel” della trilogia, uscito però dopo God of war III. Il rischio di morte sul campo di battaglia porta il nostro protagonista a richiedere l’aiuto del Dio della guerra, Ares. Il patto stretto con la divinità rende Kratos schiavo della volontà del Dio greco, che gli concede poteri enormi come una forza sovraumana, gli dona inoltre le Lame del Caos (due potentissime spade legate ai suoi polsi tramite delle catene) e con esse una sete di sangue ancora più grande rispetto a prima. Nessuno verrà risparmiato lungo il suo cammino e la sua brama di potere si fa sempre più grande e accentuata. Nemmeno sua moglie Lysandra e sua figlia Calliope vengono risparmiate dalla furia incontrollata dello spartano. Durante una razzia al tempio dell’Oracolo dedicato ad Atena, in preda ad una accecante follia omicida massacra le due donne senza neppure rendersene conto, palesemente sotto effetto di droghe pesanti ( non si spiega altrimenti ). Questo omicidio, non volontario, compiuto da Kratos porterà lo spartano ad avere atroci visioni e segni indelebili sul suo corpo (più che giustamente direi). Deciso a rompere il patto stipulato con Ares, Kratos viene preso dalle Furie (orripilanti creature alate,personificazione della vendetta,simili ad arpie) il cui scopo è quello di punire chiunque si sia macchiato del sangue dei propri cari ed abbia infranto le promesse rivolte agli dei. Ed è così che per Kratos inizia la violentissima “ascesa”( da qui il titolo Ascension ) che lo porterà fin sul trono dell’Olimpo. All’interno di questo capitolo Kratos “parte” per un viaggio alla ricerca della Lanterna di Delo ( l’unico oggetto che, secondo l’Oracolo di Delfi, lo potrebbe liberare dalle visioni che lo affliggono ) e non per una vacanza purtroppo, di certo al nostro “simpatico” Kratos non farebbe male vista la sua rabbia incontrollabile. Ascension rappresenta l’episodio del tradimento e dell’inganno da parte delle divinità nei confronti del guerriero spartano, lungo il suo viaggio verso Delfi, apprende che l’obiettivo di Ares era quello di utilizzarlo per abbattere Zeus e sedere sul trono dell’Olimpo, comodo così eh. Per i suoi interessi quindi il dio della guerra ha indotto lo Spartano a massacrare sua moglie e sua figlia, conducendo le due donne nel tempio dove il guerriero aveva fatto irruzione. In questo modo, privo di sentimento, Kratos sarebbe divenuto “solamente” una macchina di morte.

God of War I

Da qui inizia la trilogia di God of War, titolo uscito in esclusiva Playstation 2 nel 2005. In questo capitolo Kratos sarà nuovamente “schiavizzato” dalle divinità greche ( soprattutto Atena ) pur di avere la sua vendetta su Ares, abbiamo capito che il nostro spartano lo ha per vizio insomma. Giunto ad Atene, dove l’esercito di Ares massacra ogni forma vivente in circolazione. Kratos si fa largo tra le truppe in assedio, finché non scopre dalle parole dell’Oracolo, che per compiere la sua vendetta deve ritrovare il Vaso di Pandora, al cui interno, secondo la leggenda, è contenuto un potere in grado di uccidere un Dio. Poco prima però di riuscire a mettere le mani sull’artefatto, lo Spartano viene colpito da Ares e spedito negli inferi. Mentre tutto sembrava perduto, il protagonista riesce a tornare in vita grazie ad un varco tra la terra dei vivi e quella dei morti e superando l’apparente morte per compiere la sua vendetta. Tornato nel mondo terreno ancora più infuriato di prima scarica su Ares tutta la sua rabbia accumulata, usandolo principalmente come antistress nonostante stia affrontando il Dio della guerra. Nonostante i miracoli compiuti dallo spartano però, gli dei non mantengono la parola data, e non cancellano le moleste apparizioni che tormentano l’anima del nostro protagonista. Sempre più vittima di un dolore tale, Kratos si getta da una rupe, desideroso di porre fine alla sue sofferenze. Ma poco prima di finire definitivamente all’inferno, viene tratto in “salvo” da Atena, che gli spalanca le porte dell’Olimpo ed offre a lui il posto di Ares, invitandolo ad assumere il ruolo di nuovo “Dio della guerra“, una semplice proposta di lavoro insomma.

God of War II

Ora che il nostro caro Kratos è diventato il nuovo Dio della guerra la situazione sembra essersi calmata, nonostante la violenza dello spartano sia sempre la solita (comprensibile data la nuova “professione” del nostro protagonista). God of War II inizia con il nostro uccisore di dei che assedia la città di Rodi e cerca di abbattere il celebre Colosso, così giusto per passare un po’ il tempo libero. L’arma utilizzata per compiere tutto ciò è la Spada dell’Olimpo ( donatagli da Zeus ), il protagonista riesce ad avere ovviamente la meglio sulla statua “impossessata”. Tuttavia, Kratos è vittima di un altro inganno, questa volta da parte del padre Zeus, che vuole liberarsi della sua minaccia una volta per tutte. La Spada dell’Olimpo inizia così dal nulla ad assorbire infatti i suoi poteri divini, rendendolo di nuovo un essere umano. Il Re dell’Olimpo non esita un solo secondo prima di trapassare il petto del figlio con la lama della stessa spada. Mentre sta precipitando (ancora una volta!) negli inferi, lo Spartano viene tratto in salvo da Gaia, la madre dei Titani, un tempo antica rivale di Zeus. Dopo un’altro incredibile ritorno Kratos arriva faccia a faccia con Zeus, brandendo di nuovo la Spada dell’Olimpo (ormai quasi più importante per lo sviluppo della trama del protagonista stesso). Sembra tutto destinato a concludersi per il meglio per lo spartano, quando sopraggiunge nuovamente Atena, che per proteggere il suo Re nonché padre viene trafitta dalla lama. Kratos così non si smuove dal suo obiettivo di vendetta, tornando nel passato e riportando i Titani nel suo presente. Con il loro aiuto e in groppa alle spalle di Gaia, si prepara ad attaccare una volta per tutte l’intero Olimpo.

God of War III

Eccoci finalmente alla tanto attesa conclusione della trilogia con il titolo più bello, violento e “cattivo” della saga di God of War a mio parere. Il dio della guerra inizia a massacrare le schiere di divinità al servizio di Zeus, dopo aver assistito alla morte di Poseidone, distrutto e lanciato da un dirupo con molto disprezzo da Kratos. Zeus decide di colpire tutta la sua potenza Gaia: di conseguenza, lo Spartano viene scaraventato un’ultima volta nell’Ade, in cui viene nuovamente privato dei suoi poteri. Lo spettro di Atena, suggerisce al nostro protagonista un nuovo modo per annientare il nemico, ovvero recuperare la Fiamma dell’Olimpo. Inizia così il vero massacro, sotto la furia irrefrenabile di Kratos crollano anche : Ade, Elio, Ermes, Ercole, Era e Crono (Titano padre di Zeus).  Kratos scopre che per spegnere la Fiamma dell’Olimpo ed ottenere il potere definitivo, occorre una “chiave”, che si rivela essere Pandora, la figlia di Efesto. Tra i due si crea una sorta di legame affettivo, che induce Kratos a proteggere la bambina.
Ma per Kratos non esiste redenzione. La giovane decisa si getta nel fuoco con l’obiettivo di estinguerlo e permettere al condottiero spartano di assorbirne l’energia. Colmo di rabbia e dolore, Kratos si batte contro Zeus dando vita a uno scontro incredibile, concluso a mani nude dallo stesso Kratos che si ritrova felicemente a “rifare” la faccia del padre a suon di pugni. Sconfitto Zeus una volta per tutte torna di nuovo lo spirito di Atena a rompere per l’ennesima volta, che chiede al protagonista di restituirle il suo potere: la Speranza. Solo così potrà essere iniziato un nuovo corso per l’umanità, sotto la guida della Dea. Ma Kratos palesemente in disaccordo… Si pianta la Spada dell’Olimpo nell’addome, diffondendo il potere di Atena, che dimora nel suo corpo, a tutto il mondo ormai in rovina. È con un gesto inaspettato di altruismo che si conclude la trilogia del guerriero spartano. Ma sul ciglio della parete rocciosa dove prima giaceva il suo corpo ora non resta altro che una scia di sangue, segno che Kratos è ancora in vita.

Per sapere di più sul nuovo God of War uscito in esclusiva su Playstation4 quest’anno, come detto a inizio articolo, vi lascio il link diretto della nostra recensione: https://www.vg4t.it/categorie/recensioni/god-of-war-la-recensione/

Cosa ne pensate di questa incredibile saga? Avete mai provato uno dei tanti titoli “God of War” ?

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