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Explicit Content : Need for speed Payback

Eccoci qui, come ormai ogni settimana, con la rubrica Explicit Content ed eccoci come sempre con un nuovo argomento. Questa volta vorrei portare un titolo di guida arcade, ovvero Need For Speed Payback. Sicuramente non il mio titolo preferito (rimpiango ancora i “vecchi” Need for Speed), ma essendo quello più recente della famosa serie pubblicata da Electronic Arts è sicuramente degno di nota. Need for Speednonostante tutto, sta tornando ad essere un ottimo gioco di guida arcade ed è anche per quello che vorrei parlare di questo titolo. Non ancora ai livelli dei migliori titoli del genere, ma siamo su una buona strada…

Trama e personaggi

Need for Speed Payback propone una serie di gare suddivise in categorie sulla base dei personaggi che potremo scegliere e con cui metterci al volante. Questi personaggi sono i tre protagonisti, ovvero: Tyler Morgan, Sean McAlister e Jessica Miller. Il gioco inizia con i nostri protagonisti che riescono a rubare una hypercar a uno degli uomini più importanti di Fortune Valley (luogo in cui è ambientato l’intero gioco). Manco il tempo di provare ad “assaporare” l’asfalto con la Koenigsegg appena rubata… Che ci viene requisita l’auto da Lina Navarro ( odiosa antagonista del gioco). La ragazza, oltre a tradire subito i nostri protagonisti, si scopre essere in accordo con la Loggia (organizzazione criminale che dovremo affrontare durante le sfide principali del gioco).

A questo punto interviene la polizia, che senza apparente motivo non tenta di fermare la ladra e traditrice della loggia, ma punta su Tyler. Il nostro protagonista decide così di stringere un patto con il proprietario della vettura precedentemente rubata e dare quindi inizio ad una vera e propria vendettaCon questa vicenda inizia la storia narrata in Need for Speed Payback.

Durante le diverse competizioni, i personaggi che andremo ad utilizzare alla guida delle numerose vetture si troveranno ad affrontare tipologie di gare differenti tra loro, accomunate a tre principali categorie sulla base delle specialità dei protagonisti. Tyler ad esempio è un esperto di gare tradizionali e di accelerazione mentre Sean è abile nelle sfide in derapata e fuoristrada (le più odiose e frustranti). Jessica è invece specializzata in fughe e inseguimenti. Per ogni personaggio e quindi categoria avremo una macchina iniziale che potremo modificare e successivamente vendere… Almeno il denaro del gioco è facilmente accumulabile.

Gameplay

Ciò che crea problemi fin da subito è il sistema di guida, ci vuole qualche ora per imparare a gestirlo…tranne per le gare fuoristrada, lì è ingestibile anche a fine gioco. Per fortuna per completare la modalità principale sono necessarie circa venti ore di gioco, ma ad aumentare ulteriormente la longevità di gioco abbiamo missioni aggiuntive (da compiere esplorando la mappa) e la solita modalità onlineTra le missioni aggiuntive, disponibili nella mappa, troviamo: Gare classiche, record di velocità da far registrare agli autovelox, raccolta di oggetti collezionabili e sessioni di ricerca dei pezzi dei “catorci” che ci garantiranno la possibilità di ricevere quattro vetture esclusive. I pezzi saranno sparsi per la mappa e questo ci porterà a passare ore ad esplorare e godere dei paesaggi grazie all’open world.

Per quel che riguarda il comparto tecnico, nonostante il Frost Engine, non convince per niente e l’effetto pop-up sarà all’ordine del giorno. Anche l’ambientazione ne risente, dato che la zona cittadina risulta quasi anonima e senza elementi di spicco, cosa che non accade (menomale) nelle zone di periferia, quasi sempre belle da ammirare e visitare. Inoltre si sente la mancanza di una visuale all’interno del veicolo, a mio parere la migliore nei giochi di guida (in quanto a bellezza visiva e non tanto a praticità di guida).

Durante le gare non mancherà, purtroppo, l’effetto elastico tra le auto partecipanti, elemento parecchio odioso del quale avrei fatto volentieri a meno.

Spicca la presenza di una mappa particolarmente varia. Si passa da una città (palesemente ispirata a Las Vegas) a zone desertiche e montuose, le quali vanno a donare al gioco una serie di scorci visivi davvero notevoli. E’ più piacevole guardare paesaggi che girare con la propria vettura insomma (logico no?!).

Una novità per Need For Speed Payback è la presenza delle Speed Card. Dopo ogni vittoria, il giocatore verrà premiato con questa “speciale” carta in grado di apportare migliorie alla macchina, grazie al loro utilizzo nel nuovo sistema di tuning. Ogni card va infatti a migliorare fino a tre aspetti della vettura, tra cui: Velocità, capacità della Nitro, forza frenante, distanza di salto e accelerazione da 0 a 100 (no non è una citazione a Baby K e la sua canzone estiva, tranquilli). Potenziando questi aspetti sarà possibile quindi aumentare il livello del veicolo e renderlo sempre più potente e competitivo. Se ve lo state chiedendo… Sì una Mazda Rx7 potrà andare quanto una Lamborghini se potenziata a dovere.

Non mancherà anche una grande varietà di modifiche estetiche per le nostre auto, con il sistema di Tuning introdotto in Need for Speed (2015) e migliorato ulteriormente con elementi in più, che andranno a personalizzare la nostra macchina.

Per aumentare i guadagni è possibile inoltre accettare scommesse e portare a termine i compiti aggiuntivi durante la gara stessa. I giocatori meno pazienti possono valutare di “lanciarsi” nelle microtransazioni, in modo da non spendere troppo tempo sul gioco e l’esplorazione (spendendo quindi soldi reali, a voi la scelta). Stranamente non si tratta di un’opzione obbligatoria, di conseguenza ogni elemento del gioco può essere sbloccato “semplicemente” affrontando le diverse competizioni proposte, a patto però di passare ore e ore della vostra vita su questo gioco.

Vi lascio qui sotto un breve gameplay trailer preso direttamente dal gioco.

E anche oggi siamo alle conclusioni… Cosa ne pensate di Need for Speed Payback? Rimpiangete anche voi i “vecchi” e classici Need for Speed?

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