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Final Fantasy VII Remake, una storia infinita

Il progetto legato al remake di Final Fantasy VII è sicuramente uno dei più famosi e nello stesso tempo più controversi nell’ambito videoludico della recente generazione. È proprio il caso di dire che non sia nato sotto una buona stella. Il primo trailer fu presentato ben tre anni fa durante la conferenza stampa di Sony tenutasi in occasione dell’E3 suscitando un grandissimo entusiasmo e in seguito anche alla PlayStation Experience a San Francisco. Da quel momento è calato un sipario che non lascia ben sperare.

Infatti, da allora, è mancata una qualsiasi informazione che possa darci un’idea ben precisa sul suo attuale sviluppo: per esempio non si conosce se il gioco sarà ancora diviso in episodi, come era stato annunciato inizialmente, oppure no. Ciò nonostante ultimamente sono apparsi in rete dei segnali che forse consentono di inquadrare meglio tutta la vicenda.

Durante la mostra organizzata da Square Enix al Mori Arts Center Gallery a Roppongi Hills, Tokyo, dedicata al trentesimo anniversario di Final Fantasy, sono stati esposti dei nuovi artwork realizzati appositamente per il Remake: un completo restyling di Cloud, di alcuni membri del gruppo Avalanche e di luoghi famosi come la chiesa situata nel Settore 5. Inoltre la compagnia giapponese ha aperto, nel frattempo, varie posizioni di lavoro reclutando tra le diverse persone, Yui Sawada e il “veterano” Shintaro Takai, come a voler dimostrare che il progetto non è stato completamente accantonato.

L’ultima indiscrezione, poi, che risale a qualche settimana fa, riguarda lo sviluppatore giapponese Dan Tsukasa che su Reddit, ha affermato che Final Fantasy VII Remake non è più nelle mani di CyberConnect2 in quanto il lavoro da loro svolto è sembrato non aver raggiunto quegli standard qualitativi tanto attesi, costringendo Square Enix ad affidarlo ad uno studio interno denominato BD1 che a sua volta ha dovuto ricominciarlo tutto da capo. A questo c’è da aggiungere anche la probabile defezione di Tetsuya Nomura, il quale invece intende dedicarsi interamente a Kingdom Hearts III.

Questa vicenda mi ricorda a grandi linee anche un altro caso, quello di Deep Down, gioco solo annunciato con trailer, ma che non ha mai visto la luce. Quali conclusioni trarre da questi due esempi che a onor del vero si commentano da soli?

Al di la della scelta dello staff che a volte può essere già di per sé un rischio, nonostante la notorietà di cui può godere, è impensabile però credere di poter procedere in maniera parallela allo sviluppo contemporaneo di due grosse IP. Si tratta di un grave errore di valutazione che sembra non tenere conto debitamente degli imprevisti che in itinere possono capitare vuoi per la richiesta di maggiori risorse, vuoi per il non rispetto accidentale dei tempi prefissati, andando così uno a scapito dell’altro.

Seppur lodevole, la voglia di migliore e di apportare modifiche sostanziali al mondo di gioco è stata fino ad ora caratterizzata solamente da buone intenzioni, mentre scarsa è risultata la produttività. Nonostante questo, Final Fantasy VII Remake è ancora oggi il gioco più atteso da parte dei lettori di Famitsu.

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